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Fast forward

Sarri, la Champions, i compromessi e una stagione nata male.

Scritto da Fabio Villani  | 

 

Come in occasione della sconfitta di Verona, mi prendo l'onere di cercare all'interno di questo sito/piattaforma/portale di analizzare lo status attuale della Juventus. E la cosa poco confortante per gli appassionati juventini e i lettori di LiveBianconera è che di cambiamenti ce ne sono stati pochi.

Sarri ha preso una scelta, saggia a mio modo di vedere, di passare in maniera definitiva al 4-3-3 con Cuadrado alto e la coppia Dybala-Ronaldo per giocarsi l'intero percorso stagionale: la Serie A, la Champions League e la Coppa Italia.

Nelle ultime due settimane, complice l'assenza forzata di Pjanic, si era visto qualcosina in termini di continuità e dinamismo. Soprattutto grazie all'apporto di un 22enne uruguagio di nome Rodrigo Bentancur che sta sempre più prendendo ritmo e confidenza nel ruolo non semplice di mediano. Abbiamo visto anche qualche piccolo passo in avanti di Ramsey (culminato nella prestazione con segnatura conto la Spal) nel ruolo di mezzala e non più da trequartista.

A mio modo di vedere l'errore grave di Sarri è stato proprio quello di rimettere al centro del suo villaggio Pjanic: un giocatore che non rende più da mesi e che fisicamente sembra aver totalmente perso lo smalto del suo, brillante, inizio di stagione. 

Un'errore grave perchè da un uomo di campo mi aspetto che faccia scelte di campo: il rettangolo verde negli ultimi 15 giorni aveva chiaramente dato indicazione che il centrocampo da schierare a Lione fosse composto da Ramsey, Bentancur e uno tra Rabiot e Matuidi. 

Nulla di trascendentale, nessuna bacchetta magica. Nessuna rivoluzione. Nessun miracolo per battere il 352 di Rudi Garcia a Lione. 

Ma un piccolo passo verso una temporanea quadratura del cerchio per offrire una prestazione almeno decente nell'andata degli ottavi di Champions League.

Oltre alla prestazione del numero 5 bosniaco c'è da rimarcare ancora una volta la scarsa attitudine di Bonucci nel seguire quanto lo spartito del suo allenatore richiede. Spesso ci siamo ritrovati di fronte a situazioni in cui il suo compagno di reparto faceva 10 passi in più per cercare l'anticipo e tenere alta la retroguardia della sua squadra e con l'attuale capitano a scalare continuamente indietro e abbassarsi.

Non è qualcosa al quale non siamo abituati o che non abbiamo mai visto, non è nemmeno (come si vuole far pensare) un segno di poco rispetto nei confronti dell'allenatore: Bonucci è questo giocatore qui. Con pregi e difetti, lo è dai tempi in cui militava nel Bari, dopo il suo passaggio alla Juve (molto più a suo agio in una linea di 3 che a 4) e lo è stato anche quando tutte le responsabilità erano sulle sue spalle (la famosa annata al Milan). 

E lo stesso discorso, più in generale, lo potremmo fare sulla Juve di quest'anno.

Anche con il passaggio del turno (che è più che fattibile) contro il Lione, anche con un'ipotetica vittoria contro l'Inter di Conte, una presunta finale di Coppa Italia conquistata o addirittura la vittoria stessa della Champions: quest'anno siamo questa cosa qui.

Discontinui, disfunzionali, superficiali.

E non ci sarà il re-inserimento di Matuidi (che con Sarri ha trovato il suo spazio quest'anno anche con prestazioni poco brillanti), nè quello di Khedira (fatto passare nella torbida serata di ieri nei meandri di Twitter come il salvatore della patria, come se non fosse sceso in campo anche lui in prestazioni scadenti un anno fa in Champions, come se il tempo si fosse fermato al 2015) a far cambiare alcun tipo di esito.

Anche perchè pensare che questi due giocatori possano spostare gli equilibri nel grande calcio europeo del 2020, con le altre big che vanno al triplo di quanto andiamo noi, vuol dire non avere la concezione della materia di cui si sta discutendo e/o fare inutile propaganda per secondi fini: ovvero finto sostegno a squadra/allenatore/gruppo dirigenziale attuale salvo poi creare polemiche inutili e far uscire meme, gif, santini e citazioni di Allegri come un ragazzino di 15 anni in preda dei primi ormoni adolescenziali che per rimorchiare deve tirar fuori qualche passo, del tutto casuale, di Bukowski.

Non ci sarà alcuna remuntada che tenga per cambiare le corde di una squadra che pezzo dopo pezzo (soprattutto i componenti del nucleo storico) continua a palesare il conto di mille battaglie.

Soprattutto, perchè tanto so perfettamente dove la maggiorparte dei rumori di pancia del pueblo vogliono arrivare, con questa rosa e il suo livello attitudinale non sarebbe cambiato assolutamente nulla neanche se fosse arrivato Guardiola, Robocop, il pupazzo Gnappo o il Gene Hackman di "Hoosiers".

Nessuno avrebbe potuto cambiare le sorti di questa che, in pochi lo dicono ma che i più svegli hanno capito da tempo, è per forza di cose un'annata di purissima transizione.

Motivo per il quale, nonostante la bellezza delle analisi e la passione col quale mi piace dibattere sulla materia calcistica, da appassionato della Juventus farei volentieri un bel fast forward alla stagione successiva, possibilmente dando continuità con i fatti e non con le parole alle scelte fatte nell'estate 2019 (non dal sottoscritto, nè da Lele Adani come qualche totale imbecille prova ancora a far credere).

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