Instant reaction: serata di grande calcio europeo (e di prostituzione intellettuale)

Il Barcellona vede la finale del Wanda

Scritto da Fabio Villani  | 

 

Una grande serata di calcio europeo: due grandi squadre ben allenate, tanti campioni in campo, un palcoscenico da urlo. Cosa chiedere di più?

Il Liverpool esce sconfitto 3-0 dal Camp Nou, nonostante una prestazione a mio modesto parere di altissimo livello, soprattutto nella parte centrale del match.

Il Barcellona vede la finale grazie ad un'ottima fase difensiva, davvero ben organizzata, in cui spiccano delle prestazioni individuali da 8 in pagella, e grazie a ripartenze fatte a velocità supersonica col quale ha portato a casa il match. 

Entrambe le squadre hanno costantemente accettato i duelli uno contro uno attaccando poi in massa nella metà campo avversaria. Atteggiamento che in Europa premia e agevola uno spettacolo davvero piacevole per noi, ahimè, spettatori neutrali.

Molto positivi quindi Pique e Lenglet, enorme il contributo di Arturo Vidal nelle due fasi di gioco. Di Messi è inutile parlarne. Gli aggettivi metteteceli voi.

Per quanto riguarda il Liverpool mi sento di bocciare, nonostante sia un mio pupillo, van Djik mentre non mi è dispiaciuto il suo compagno di reparto Matip. Alla fine la differenza la fa il poco cinismo di Salah e Mane, in serata decisamente no.

Non sono mancate le reazioni del web bianconero, il cuore pulsante dei social. Dal commento di Paolo Rossi di JTV che paragona il cambio Coutinho-Semedo con un cambio della tradizione del nostro mister (sigh) all'esaltazione sacrosanta di Lionel Messi.

Mi sento però di dire che questa è stata tutto tranne che una vittoria allegriana, o almeno una partita da Allegri formato ultimi 2 anni. Anzitutto i ritmi delle manovre offensive delle due squadre non sono nemmeno paragonabili, così come le scelte negli ultimi 20 metri (provando a dimenticare il tiro di Dembele sul finale, altro sigh) e le triangolazioni che hanno portato al tiro il Barcellona (ma anche il Liverpool).

Spesso, in maniera molto banale e poco seria (usando il linguaggio di Lele Adani, anche oggi sopra le righe) si pensa al famoso e bistrattato catenaccio e contropiede come al manifesto del calcio di Allegri.

In questa stessa frase ci sono due concetti che non condivido:

- Il calcio di Allegri non è assolutamente catenaccio e contropiede. Quando parliamo del calcio di Allegri parliamo di un ibrido difficilmente riconoscibile in cui però le verticalizzazioni sono poche e i contropiedi ancora meno. Il calcio di Allegri, visto ad alti livelli, è molto più ragionato di quello che si pensi. Basta andare a vedere Juve-Real Madrid del primo anno o brani di Napoli-Juventus del 2017. Sono le prime partite che mi vengono in mente. Ce ne saranno sicuramente delle altre.

- Come dicevo prima, nessuna squadra oggi ha deciso deliberatamente di difendersi. Entrambe le squadre, come in un incontro di boxe di alto rango, hanno avuto i loro momenti favorevoli in cui si sono vicendevolmente colpite. Il Barcellona ha semplicemente tirato i cazzotti più pesanti. E ha vinto.

 

 


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