Torna Sarri ai microfoni: la conferenza stampa di Atalanta-Juve

Terminata la sosta ecco la preparazione dei bianconeri alla sfida contro i bergamaschi

Scritto da Giulia PjacaPulita  | 

Dopo la sosta dedicata alle nazionali e i vari infortuni che hanno tenuto sulle spine la tifoseria, la squadra è tornata a prepararsi per la sfida di sabato 23 novembre presso lo stadio Atleti Azzurri d'Italia.

La prima domanda è dedicata a uno dei grandi dubbi bianconeri della stagione: Ronaldo. C'è stato un chiarimento con Cristiano Ronaldo? E come sta, dal momento che dopo il Portogallo ha confermato di non stare tanto bene?"Chiarimenti ce n'è poco bisogno. Arrivo dagli anni '90 e anche tra i dilettanti le reazioni ai cambi erano gli stessi. O passavo la vita a chiarire o mi abituavo che i giocatori vanno lasciati sbollire in certi momenti. Questo non è un problema, il problema è che martedì nella riunione con Cristiano i ragazzi han detto che nella prima partita era stato meglio e nella seconda ha avuto gli stessi problemi delle ultime partite. Siamo quindi andati a preparare un programma per cercare di togliere questo acciacco che lo sta condizionando, anche mentalmente, cercando di farlo allenare allo stesso tempo. L'obiettivo è diventata la partita di Champions con l'Atletico Madrid. Sta svolgendo questo programma, ma domani al 99% non sarà a disposizione e andrà avanti nel suo programma."

L'Atalanta ha dato finora dimostrazione di grande pericolosità: l'Atalanta è un avversario pericoloso e fastidioso, come deve approcciare la Juventus? Sporcare il suo modo di giocare e adattarsi un po' o imporre il suo modo di giocare?"L'Atalanta definirla solo fastidiosa mi sembra molto riduttivo. L'Atalanta ha un modo di giocare con alto livello di aggressività e intensità, ma ha anche grandi qualità tecniche. Non a caso sta segnando più di tutte in questo campionato. Penso che la definizione più bella dell'Atalanta l'abbia data Guardiola, quando ha detto che è come andare dal dentista: ne puoi uscire bene, ma con il dolore. E' una squadra forte, un avversario pericoloso, chiaro che riuscire a nascondere tutte le loro doti sarebbe importantissimo. L'aspetto da considerare però è che è difficilissimo. Non sarà semplice, soprattutto in casa loro."

La questione principale del momento: qual è la condizione della squadra? Le Nazionali hanno restituito qualche acciaccato e qualcuno rilanciato, come Danilo e Ramsey. Poi ci sono i casi Alex Sandro e Pjanic."Ancora non li ho ritrovati neanche tutti. Cuadrado è rientrato ieri, anche un po' acciaccato. Li ho ritrovati come li ritrovi dalle Nazionali, quando fanno blocchi di sette partite in venti giorni e poi altre due in dieci giorni, quindi sono tutti pieni di piccoli problemi e piccoli acciacchi. Danilo non aveva bisogno di rilanciarsi, perché ha avuto un periodo in cui non giocava perché infortunato, Ramsey aveva giocato non la partita prima, ma quella prima ancora in Champions, quindi cominciavano già a stare bene. Problematica durante la sosta senza dubbio Alex Sandro, anche se quello che sta venendo fuori è molto meno grave rispetto alle voci che arrivavano dalla Nazionale brasiliana. Abbiamo un problemino con l'adduttore per Rabiot e un colpo alla schiena per Cuadrado e sono tutte situazioni da valutare oggi. Pjanic per fortuna era negativo ai controlli strumentali, è rientrato in gruppo, sta abbastanza bene e dovrebbe essere a disposizione."

Voi avete la miglior difesa, l'Atalanta il miglior attacco. Forse ci si aspettava qualcos'altro al suo arrivo alla Juve? Cambia qualcosa nel modo di preparare la partita?"Al Napoli avevamo la seconda difesa del campionato. Passammo dai cinquantaquattro gol subiti l'anno prima di me ai trentuno il primo anno mio. Il lavoro sulla fase difensiva l'abbiamo sempre fatto, in Inghilterra avevamo la terza difesa della Premier nonostante qualche partita avessimo preso diversi gol. Per me non è un novità, è normale, poi cambiare il modo di giocare sull'avversario è impossibile. Se io in un giorno, perché la squadra di fatto la vedo oggi, riuscissi a cambiare la mentalità, non farei l'allenatore. Per costruire una mentalità ci vanno mesi, neanche settimane, quindi dobbiamo andare avanti per la nostra squadra."

Quanto ci vorrà per vedere la sua Juve al pieno?"Non sono neanche tanto d'accordo che la crescita sia stata costante. La crescita è frutto di momenti di crescita e di regressione, l'importante è che quelli di crescita siano maggiori di quelli di regressione. Una crescita costante in una squadra non l'ho mai vista, ho sempre visto momenti di crescita alternati a momenti di impasse. Chiaro che noi vogliamo fare un certo tipo di calcio, ma non possiamo andare contro certe caratteristiche dei giocatori. Il modo di giocare deve essere un compromesso tra le idee dell'allenatore e la caratteristiche dei giocatori se ci si piega da una parte è un problema. Questa squadra secondo me ha molto da esprimere, ma anche in base alle sue caratteristiche, non solo quelle del suo allenatore."

La situazione di Matuidi: Matuidi può giocare contro l'Atalanta?"Sì, con un po' di dolorino, perché se viene toccato lì un po' di dolore ce l'ha. Lui caratterialmente riesce ad andare sopra questi dolori, per caratteristiche sue personali. Ieri ha fatto tutto con noi, compresa la partitella, quindi penso sia completamente a disposizione."


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