Il tifoso juventino come Icaro è volato troppo in alto, ma non si è schiantato in mare

Tra aspettative infrante e nuove ambizioni

Scritto da Andrea Palmisciano  | 

Ogni anno, quando la stagione calcistica giunge al termine, per il tifoso juventino inizia la fase in cui il mercato diventa la soluzione a tutto, dove si sognano i giocatori migliori, e dove i problemi dell’anno appena concluso si perdono in un crogiolo di nomi, trattative e fantasie che fanno dimenticare tutto quello che è andato storto.

 

Quest’anno invece si è concluso con la separazione da uno degli allenatori più vincenti della storia bianconera, a cui, nonostante gli alti e bassi e le simpatie personali, non si può far altro che augurare il meglio per il continuo della carriera, prendendo atto di come il suo sia stato un ciclo vincente e difficilmente ripetibile, ma che come ogni cosa ha un inizio e una fine.

 

Presa posizione per quanto riguarda il valore della rosa costruita, Fabio Paratici e Pavel Nedved iniziano a parlare di un concetto molto interessante: “Non esiste solo il mercato per dare una scossa alla squadra”, chiaro riferimento alla contrapposizione con la stagione precedente, dove l’acquisto di Cristiano Ronaldo e di altri importanti giocatori aveva portato l’entusiasmo a livelli altissimi. Forse è proprio questa frase l’inizio di tutto, di quel viaggio che il tifoso juventino ha affrontato tra interpretazioni e suggestioni, tra ambizioni e fantasie, fino ad arrivare a sognare il migliore degli allenatori, un simbolo di rottura, cambiamento, un volto nuovo che potesse rivitalizzare una rosa che, a detta di molti, ha reso sotto le aspettative. Il nome di Guardiola inizia a circolare, il tifoso juventino si lascia trasportare da quest’onda senza interferire, cavalcandola e spingendosi oltre quello che la ragione gli suggeriva.

 

Icaro, nel mito greco, per scappare dall’isola di Creta fa costruire al padre Dedalo delle ali con piume e cera, e una volta spiccato il volo non riesce più a fermarsi, non ascoltando le raccomandazioni del padre che gli aveva suggerito di non spingersi troppo in alto. Librandosi in volo fisicamente e oniricamente, Icaro punta verso il sole, vuole sfidare i limiti dell'uomo, volare fin dove nessun uccello era mai arrivato, ma una volta giunto a destinazione, vedrà bruciare le proprie ali di cera così come le proprie ambizioni, schiantandosi in mare senza vita.

 

Il percorso del tifoso juventino è stato inizialmente analogo, è andato avanti con le proprie convinzioni, facendo finta di non vedere quello che la realtà gli mostrasse e non ascoltando chi parlava già di nomi concreti, cifre, accordi e contratti, e in una calda domenica pomeridiana arriva il comunicato ufficiale, Maurizio Sarri sarà il nuovo allenatore della Juventus.

Andrea Agnelli prende una decisione forte, un cambiamento netto rispetto alla precedente guida tecnica, una decisione maturata forse ancor prima che Maurizio Sarri vincesse il primo trofeo della sua carriera, dimostrando di non guardare esclusivamente il palmares o lo status in un allenatore, ma il lavoro svolto sul campo durante il corso della propria carriera, nonché la capacità di valorizzare diversi giocatori, sfruttando al meglio le loro caratteristiche.

 

I tifosi juventini, come Icaro, hanno visto infrangersi i propri sogni, poiché la maggior parte auspicava un cambiamento di guida tecnica, ma ambivano al meglio possibile, a qualcosa che forse, in questo momento, non era possibile raggiungere. Ma se nel mito le ambizioni del giovane Icaro si dissolvono del tutto e lo porteranno a schiantarsi in mare, qui l’atterraggio è andato diversamente, qualcuno ha posto una base solida affinché si possa ripartire e perché no, puntare comunque in alto.

 

Benvenuto Maurizio e buon lavoro, proviamo a volare nuovamente verso il sole, ma questa volta facciamolo insieme, magari senza ali di cera.


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