C'è poco entusiasmo

Cosa succede alla Juve di Pirlo?

Scritto da Federico Viano  | 

Alla fine del girone d’andata non mi sento pervaso da tutto questa euforia che ci raccontavano a Settembre.

Non so voi, ma io non ho ancora capito cosa voglia la società da quest’anno o questo allenatore: vincere e basta? Ricostruzione? Vincere,convincere e ricostruire?

Partirei dall’allenatore, con mille attenuanti per carità ma ci allena lui da 6 mesi ed i risultati della squadra sono ,anche per merito/colpa sua, mediocri: personalmente sorvolerei sulle disamine tattico/tecniche (molto importanti) e mi concentrerei più sulla discontinuità della prestazione, è “la voglia” che a me preoccupa molto.

Passiamo da ottime partite a prestazioni imbarazzanti in troppo poco tempo, dal Barcellona alla partita con la Fiorentina, dalla vittoria con il Milan alla sconfitta in casa dell'Inter. Mi pare lampante come il problema non sia perdere, ma proprio non giocarsela.

Io (mia opinione) ho sempre pensato che oltre l’aspetto tecnico/tattico sia l’allenatore a dover curare questo aspetto, l’attenzione, la cura e l’impegno in ogni partita. Che si vinca o che si perda abbiamo visto prestazioni anzi NON prestazioni imbarazzanti.

Prendendo spunto dalle parole del "capitano" Chiellini domenica dopo il 2-0 rimediato a San Siro: “Stiamo provando a vincere ancora, ma dopo 10 anni non è facile”, e allora mi sono chiesto: ma chi si sente sul groppone 9 anni di pressioni e fatiche fisiche e psicologiche?

Solo lui, Buffon e forse un po’ Bonucci,Cuadrado e Dybala.

Il resto dei giocatori ha vinto poco o nulla e dovrebbe avere forza,entusiasmo e fame di vittorie tanto quanto loro i primi anni, o no?

Se vogliamo ricostruire abbiamo bisogno che i nuovi e giovani non siano relegati a compiti marginali o a parti da comprimario, abbiamo bisogno che giochino e che sbaglino e che imparino e che sbaglino nuovamente e infine (disobbedendo all’allenatore) ci regalino gol spettacolari o giocate rischiose e sopraffine.

Che non si imposti un piano tattico sul far rendere il veterano, ma si crei quell’equilibrio dove i giovani entusiasti e vogliosi di vincere possano rendere al meglio portandoci alla vittoria, ricostruendo.

Io queste cose ad oggi non le vedo, non posso assicurare che sia per forza la “ricetta vincente”, ma la ricetta che abbiamo visto fino ad oggi ci ha portato a risultati mediocri, poco entusiasmo e scarsa valorizzazione dei giovani talenti che abbiamo scelto e pagato.

 


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