Liberate il soldato Arthur

Passare al centrocampo a 3 per scatenare le abilità del brasilano

Scritto da Alessandro Lucia  | 

 

Faccio mea culpa: a inizio stagione ero un fervente sostenitore della linea di centrocampo a due per questa Juve, ora non più.

Vedendo gli acquisti estivi, Chiesa e Kulusevski, prospettavo un classico 442 con due esterni di centrocampo, due punte e due terzini fluidificanti, pur senza Alex Sandro out per diversi mesi. Poi, già con la partenza inspiegabile di Pellegrini, l'idea di un modulo “fluido” e la riconversione a sinistra di Danilo (comunque quasi impeccabile in fase difensiva finora), è evidente che non è più una strada percorribile.

Aggiungiamoci che la disposizione di Pirlo dei due centrali di centrocampo, che prevede un perno basso e una mezzala crea inevitabilmente problemi di filtro quando Arthur, sopraffino coi piedi ma carente in fase difensiva, si trova a sostenere il centrocampo da solo e Bentancur, viceversa, troppo fondamentale in interdizione è chiamato o a creare gioco a discapito di Arthur, come contro il Torino, o piazzato a fare la mezzala, un ruolo in cui francamente è inutile.

Preciso che su quanto segue bisogna tener presente almeno due dettagli: la necessità di avere un terzino sinistro che non sia bloccato dietro, e la difficoltà di inserire Dybala nel prospetto tattico che vado a esporre.

Per farla breve mi sto immaginando un centrocampo a tre, con Bentancur, Arthur e uno tra McKennie e Rabiot, a seconda della forma fisica e degli altri interpreti in campo.

Come dicevo più su, Bentancur pur avendo una buona tecnica ha limiti evidenti nella costruzione del gioco, ma è assolutamente imprescindibile in fase di interdizione, per questo lo piazzerei nel suo ruolo naturale, il mediano; McKennie o Rabiot sarebbero una delle due mezzali, forti della loro fisicità e capacità di inserimento darebbero quel dinamismo che serve nel raccordo tra i reparti; infine, Arthur, il vero creatore di gioco di questa squadra, a mio modesto parere, ha bisogno di non essere sacrificato a prendere palla davanti alla difesa e farla girare in maniera lenta e prevedibile.

Dobbiamo sradicare questa convinzione che il creatore di gioco, il regista, sia quello che agisce davanti alla difesa e non invece oltre la metà campo. Sebbene funzionasse con l'Andrea Pirlo giocatore, un fenomeno più unico che raro, temo che il tentativo di convertire i giocatori tecnici a “nuovi Pirlo” sia destinato a fallire. Per questo credo che Arthur, giocatore ripeto sopraffino dal punto di vista tecnico, abbia bisogno di essere il vero battitore libero di questa squadra, un giocatore senza costrizioni tattiche, che possa sganciarsi dalla linea e andare a fare il trequartista, il rifinitore, in particolare se pensiamo all'abilità che ha nel tenere la palla attaccata al piede senza perderla mai. E santo cielo, che il nostro regista sia libero di provare dei passaggi chiave nella metà avversaria e non a 60 metri dalla porta.

Credo che un allenatore che abbia questa pepita d'oro non possa perseverare con l'idea di un Ramsey, o Kulusevski per motivi diversi, mezzo esterno e mezzo trequartista. Che Kulusevski (o Chiesa) faccia l'attaccante esterno, certamente libero di svariare e lasciare spazio alle progressioni di Cuadrado e la cara vecchia mezzala di regia faccia il regista!

Purtroppo sono consapevole che questa è una mera illusione, difficilmente applicabile a questo punto della stagione, ahimè mancando anche un “Cuadrado mancino” che sappia dare l'intensità di Juan sulla fascia opposta che permetta a Ronaldo di partire da sinistra o svariare dove meglio preferisce duettando con il Nove, ormai sempre più indispensabile.


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