Come abbracciare il Sarrismo

Combattere moralismi e pregiudizi

A cura di Abra

Ready, set, go: subito dopo l'annuncio ufficiale del nuovo allenatore, sui social si scatena l'indignazione dei virtuosi tifosi bianconeri. A loro detta, la Juve è morta. L’assassino è la tanto decantata dirigenza, con in testa Andrea Agnelli. Che il colpo di grazia sia arrivato proprio da uno che porta quel cognome, lo stesso di quel avvocato che inventò il tanto famigerato “Stile Juve”, è sicuramente molto ironico.

 

La fonte dell’indignazione è la presunta omofobia, sessismo e rozzezza del nuovo allenatore.

“Uno con questi difetti come può essere mai l’allenatore di Madama?”

“È cosa ne facciamo dello stile Juve?”

Prima di tutto, comincio col dire che lo stile Juve non esiste: è un invenzione per far sentire ancora più speciale lo juventino medio, una forma di immaginaria osmosi morale, nella quale il tifoso attingendo alla propria squadra del cuore, ha la percezione di arricchirsi moralmente.

Per quanto riguarda Sarri, metto in chiaro che a me (e spero anche a voi) del suo dito medio verso i tifosi avversari che lo insultano, oppure le critiche ai presunti favori arbitrali, non me ne può fregare di meno.

In merito all’accusa di sessismo e omofobia, in uno sport che promuove continuamente l’uguaglianza e il fair play per lottare giustamente contro esse, ingaggiare un allenatore con questi difetti è sicuramente moralmente (generalmente parlando) brutto. Tentando però di fare l’avvocato del diavolo, due uscite poco felici non possono mettere il timbro finale sul giudizio di una persona.

 

E se invece fosse tutto vero? Se avessimo a che fare con uno che è umanamente spregevole? Per quanto sia bravo sul campo, sarebbe possibile tifare una squadra guidata da qualcuno del genere? Io dico di si, a seconda di quanto sia flessibile il sistema morale di chi tifa. Giudicando dalla storia e da quanto il mondo del calcio sia stato (ed ancora è) sporco, chiudere gli occhi per non vedere è una cosa che succede relativamente spesso. Altrimenti, se dovessimo seguire dei principi morali categorici non dovremo seguire il calcio, non dovremo tifare Juve. Dopo tutto siamo la squadra ha avuto per 3 anni un allenatore implicato in Scommessopoli, e che ora ha come principale star un evasore di tasse. Eppure i tifosi hanno cantato a squarciagola “senza di te non andremo lontano” e hanno gioito alla tripletta del fuoriclasse portoghese contro l’Atletico. Senza menzionare che il tanto amato Massimiliano non è certo il simbolo dell’eleganza, che oltre la celebre frase “Le BR non facevano cosi male”, di cose contro la Juve nel suo tempo al Milan le ha dette pure lui.

 

Mi pare abbastanza ovvio che se la Juve avesse potuto avere un allenatore sia bravo sul campo sia elegante al di fuori, tutti noi avremmo preferito quello a Sarri. Ma sacrificare quel che conta davvero (il campo), per una versione più raffinata all’esterno, vi sembra veramente la scelta migliore?  Per me no. Sono disposto a sopportare la rozzezza delle interviste, la sua dubbia integrità morale, per godere durante le partite. Ma capisco che dopo 5 anni di condizionamento, dove il divertimento lo si trovava nelle conferenze stampa e lo schifo in campo, scambiare i ruoli cosi di colpo, possa essere difficile per alcuni.

 

Alla fine dobbiamo per forza farci tutte queste seghe mentali su qualcuno il quale ruolo è allenare (cosa che fa veramente bene)? Risparmiamole per quello che conta veramente (sicuramente non il calcio). Sportivamente diventate meno Kantiani, abbracciate l’utilitarismo, #sarribal aumenterà la felicita sportiva della maggiorità, abbracciate il relativismo morale del Sarrismo. Abbiate un po’ di fiducia che anche il contesto ha un ruolo, che il Sarri di Napoli non sarà il Sarri di Torino.

 

 


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