Il dito e la luna

Perchè prendersela con Pirlo non ha senso

Scritto da Fabio Villani  | 

 

E alla fine anche una leggenda, un simbolo, uno che potrebbe dire "senza di me ora stareste a parlare di altro, mica di 9 scudetti di fila" finì sotto attacco. 

Capitò ad altri casi illustri, il passo da giocatore di successo ad allenatore di successo non è per niente scontato: chiedere all'allenatore del Benevento di sabato sera Filippo Inzaghi, chiedere a Clarence Seedorf, a Ciro Ferrara e tanti altri ancora.

Ma se nel caso di Inzaghi, Seedorf e Ferrara si trattava di fare una scelta, seppur a posteriori sbagliata, dettata dal marketing in un momento di complicata gestione dei rispettivi club...nel caso della Juventus si trattava di sostituire un allenatore che nel mezzo di una pandemia e della stagione professionistica logisticamente più complicata della storia del calcio, aveva comunque vinto un campionato.

In questo momento la classifica parla chiaro: la Juventus dopo 9 giornate è al quarto posto con 17 punti (di cui 3 vinti a tavolino contro il Napoli), è ancora imbattuta in Serie A ma non ha ancora vinto due partite di fila pur avendo avuto un calendario alla portata: i pareggi sono arrivati contro la Roma all'Olimpico ma anche con Crotone, Verona e Benevento.

Se volessi fare degli appunti critici sull'operato di mister Pirlo potrei dire che, a mio modesto parere, ogni tanto ha peccato di presunzione in alcune scelte di formazione, che avrebbe potuto insistere almeno inizialmente non solo con un'idea precisa di calcio e di modulo (abbiamo giocato tutte le partite con gli stessi principi, innegabile) ma anche con un gruppo di 14-15 calciatori su cui insistere per dare delle gerarchie e delle certezze ad una squadra che di certezze non ne ha.

Ma i miei appunti critici finirebbero qui. Perchè dare la colpa ad Andrea Pirlo in un contesto che vede una situazione sempre più paradossale all'interno della Juventus è guardare il dito, ma non la luna.

 

Come potrei dare la colpa ad un allenatore che ha preso il patentino per svolgere questa professione da soli 3 mesi e sta, appunto, imparando a svolgere il mestiere guidando la squadra più forte d'Italia?

Sarei l'equivalente di un genitore che sgrida in modo vivace e violento un bambino di 3 anni perchè non è ancora in grado di scrivere correttamente su un foglio di carta la lettera G in corsivo minuscolo.

A Pirlo la neo-carriera da allenatore è stata resa impossibile fin da subito: presentato il 30 Luglio come allenatore dell'Under 23, una settimana dopo viene chiamato in fretta e furia alla Continassa per firmare il contratto da allenatore...della prima squadra!

Non solo: Pirlo è chiamato a gestire un gruppo di calciatori che non vuole più essere gestito.

Facciamo un giochino, immaginate la seguente scena nel quartier generale della Juventus con Guardiola allenatore. Sono riuniti staff tecnico, Pep Guardiola e qualche dirigente in un breve briefing per stabilire gli obiettivi stagionali, che tipologia di allenamento attuare, che tipo di carichi di lavoro assegnare.

Improvvisamente dal fondo si alza una voce che richiede a Guardiola: "Guardi Pep, lei è un grandissimo allenatore, un professionista stimato in tutto il mondo ma vorremmo dirle che nel corso della prossima stagione sportiva ci sono dei piccoli accorgimenti che lei deve fare:

- Ronaldo gioca tantissime partite durante l'anno, deve gestirsi. Ecco, gradiremmo che nel caso in cui decidesse di non schierarlo inizialmente o Cristiano decidesse proprio che non è il caso partire titolare ancora una volta, invece di andare in trasferta con la squadra rimanesse proprio a casa a fare gli squat. C'è comunque un profilo Instagram da portare avanti, come lei ben sa Ronaldo è un'azienda, non solo un calciatore.

- Gianluigi Buffon non sarà fondamentale come una volta ma deve per forza giocare tot partite per stracciare ogni suo record di presenze in Serie A per creare un solco tra sè stesso e qualunque calciatore delle prossime generazioni.

- Caro Pep sappiamo perfettamente che lei ha delle idee precise, che il suo calcio richiede uno sforzo fisico importante, che per avere una squadra compatta in grado di riconquistare in fretta il pallone ha bisogno anche di una linea difensiva alta. Ma Giorgio Chiellini per noi rappresenta un simbolo di juventinità quindi abbiamo deciso che rinnoverà il contratto per questa stagione, potrebbe farlo anche per la prossima. E sicuramente avrà un ruolo dirigenziale appena deciderà di smettere di giocare. E non importa se occupa una casella nella lista e che potremmo prendere un altro centrale, magari più adatto al suo calcio. Giorgio ci sarà, è un simbolo.

- Quando affronterà delle discussioni tecnico-tattiche con il gruppo, è consigliabile (ma non è certamente un tassativo) sentire il parere di tutti ma soprattutto i pareri di chi ha tanti anni di militanza in Juventus. Chi è qui da tanti anni ha il DNA giusto per poter avere un confronto serio con le idee che intende proporre. Che poi diciamocela tutta...idee, idee....ma il calcio in realtà è semplice (Cit.)"

Ecco ora che avete immaginato questa scenetta, molto più vicina al mondo della barzelletta che a quello del calcio  aggiungete anche questo:

 - Il portiere 43enne che aveva smesso con il gioco del calcio nel Maggio 2018 cambiò idea due settimane dopo e firmò col PSG per poi...tornare alla Juventus col ruolo di collante dello spogliatoio e  per dare una mano a Sarri (!!!) nell'estate del 2019.

- Il guappo di cartone che ha una continuità incredibile in quanto a durability ma che il meglio lo ha sempre dato in una difesa a 3, litigò con il mondo intero nell'estate 2017 e andò a fare il capitano al Milan. Litigò anche con quelli del Milan e tornò magicamente alla Juventus nel 2018. Anche lui occupa una casella fondamentale di questo scacchiere e il suo contratto non scadrà proprio a breve.

- L'MVP della passata Serie A non solo è in crisi mistica, ma sta portando avanti una disputa contrattuale con la società Juventus. Quindi è giusto farlo giocare spesso e volentieri perchè in caso di cessione bisogna pur sempre ottenere un valore congruo al valore del calciatore. Ma al tempo stesso il suddetto calciatore se facesse onde avrebbe un leverage maggiore al tavolo delle trattative, potendo addirittura decidere di andare a scadenza e non far intascare l'ombra di un quattrino al club.

- Infine uno dei migliori centrali del mondo dell'ultimo decennio non ha la macchina del tempo e nonostante una marea di guai fisici abbia condizionato la sua storia recente non ha ancora mollato la nazionale perchè spera ancora di avere un ruolo in prima linea negli Europei dell'estate 2021.

 

Considerando queste difficoltà strutturali, le basi del mestiere ancora non del tutto apprese (come giusto e normale che sia) e un parco giocatori che sembra sempre più un'aggregazione di tanti grandi singoli ma non di certo una squadra con un obiettivo comune da portare avanti...esattamente come fate a prendervela con Andrea Pirlo?

Forse qualche domandina in più andrebbe fatta a chi il club lo gestisce e lo presiede e, da almeno 3 anni, ha fatto cadere in tutto e per tutto il mito di una società che programma tutto il programmabile e soprattutto che sa quando e come rinnovarsi. E ama farlo quando sta ancora vincendo, senza aspettare di cadere miseramente.


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