Il dado è tratto

La decisione importantissima di Agnelli

 

A cura di Grishist

Il  dado è tratto. Tutti i media d’informazione sono concordi. Antonio Conte non sarà l’allenatore della Juventus nella stagione 2019/20. Decisiva la volontà del presidente Andrea Agnelli che ha posto un veto al ritorno dell’allenatore salentino che riportò i bianconeri alla vittoria dello scudetto dopo anni di mediocrità.

 

E una decisione del genere non poteva che scaturire una reazione altrettanto forte da parte dei tifosi che, come ormai da due stagioni, sono spaccati in due fazioni. Da una parte abbiamo chi è totalmente dalla parte dell’allenatore, comunemente chiamati vedove, e contro la società. Dall’altra abbiamo chi è a favore della decisione di Andrea Agnelli, comunemente chiamati aziendalisti, totalmente contro l’allenatore.

 

La domanda che mi sono posto in prima battuta alla lettura della notizia è stata:”Chi ha ragione?”. Davvero possiamo considerare la faccenda tutta bianco o nera? Quanto incide la componente sentimentale nelle due fazioni  o addirittura nella decisione del presidente? Davvero Andrea Agnelli, stimato manager a livello mondiale, ha deciso solo per un litigio o perché Claudio Albanese, suo braccio destro e stretto amico, ha dei trascorsi burrascosi col tecnico salentino? Secondo me, come spesso capita, la verità è nel mezzo.

Facciamo ordine, torniamo a quel 15 luglio 2014 anzi ancora più indietro. Torniamo a metà maggio 2014, al fatidico incontro Conte-Juve che portò al famosissimo tweet del profilo twitter della Juventus.

La Juventus aveva ormai vinto il suo terzo scudetto consecutivo, contro una grandissima Roma, facendo il record di punti nei primi 5 campionati europei. Conte aveva chiaramente dei malumori, come spesso accadeva di quei tempi a fine stagione, che rese pubblici dopo la partita con la Roma.

Io mi sento in grado di vincere la Champions, la Juve non lo so”

Oltre alle frasi sul ristorante dei 100 euro post eliminazione in Champions, la battuta sul triplete e via discorrendo

Si arriva al tanto agognato incontro e Conte accetta di rimanere ma senza rinnovo del contratto. Tifoseria in festa, sembra tutto risolto. Il condottiero che ha riportato la Vecchia Signora a dominare in Italia rimane a guidare le proprie truppe. Nel frattempo inizia il mercato e la Juventus cerca un’ala. Cuadrado è il primo nome sulla lista dei bianconeri, irraggiungibile per questioni economiche all’epoca, Iturbe il secondo soffiato dalla Roma. Intanto la Juve aveva definito(ma non ufficializzato) gli affari Pereyra dall’Udinese, Evra a parametro 0 e Alvaro Morata dal Real Madrid. Fino a quando non si arriva al 15 luglio. Ritiro iniziato da un paio di giorni e la Juventus pubblica un video che lascierà tutti di stucco. Antonio Conte comunica la rescissione consensuale del contratto probabilmente per non essere stato soddisfatto adeguatamente dal mercato

La Juventus si trova in un grosso guaio, non solo si trova a sostituire uno dei migliori allenatori al mondo ma lo deve fare in tempo 0 perché ormai il ritiro è iniziato e presto si sarebbe partiti in tournèe. La Juventus deve optare per Allegri, reduce da una stagione disastrosa al Milan, e Roberto Mancini. Punta sul tecnico livornese tra lo scetticismo generale e il resto è storia

La Juventus società che per antonomasia programma il futuro il largo anticipo deve snaturarsi, deve farlo perché il proprio allenatore decide improvvisamente di andarsene. A torto o a ragione Conte ha messo la Juventus in una posizione di grande, grandissima difficoltà

Alla luce di questo breve recap possiamo dire che Andrea Agnelli non voglia Conte solo ed esclusivamente per una questione di rapporti personali? Io credo di no. Il presidente della Juventus è un manager lungimirante che punta sempre alla programmazione sul medio termine. Io credo che la decisione di dire no ad Antonio Conte sia stata presa anche e in virtù di quanto accaduto.

Perché non potrebbe riaccadere, dopotutto?

Fosse questo il ragionamento fatto dal presidente, e credo lo sia, non riuscirei a biasimarlo perché Conte grande, grandissimo allenatore ma a livello caratteriale ha dei difetti risaputi che ne rendono difficile una coabitazione lavorativa

Ma attenzione il mondo Juventus non finisce e non deve finire ad Antonio Conte perché se è vero che ha dei motivi per rifiutare la candidatura fortissima del tecnico salentino ha molti più motivi per porre fine al rapporto tecnico con Massimiliano Allegri e non deve farsi trovare impreparato perché se c’è una cosa su cui la Juventus deve essere fermamente convinta è la chiusura del ciclo iniziato da Allegri

Continuare forzatamente questo rapporto vorrebbe dire a esporsi a una serie di pericoli come il rapporto ormai logoro con gran parte della tifoseria ma soprattutto vorrebbe dire continuare a vivere per l’ennesima stagione dal post Cardiff in un limbo che danneggia una squadra a cui paradossalmente i trofei hanno fatto più male che bene e di questo il primo a essersene reso conto è proprio Massimiliano Allegri a cui questo limbo va bene e anzi è l’unico nel mondo Juventus a giovarne e ha tutti i motivi del mondo per lasciare inalterate le cose.

 

 


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