La dittatura degli ignoranti

Tra fact checking e camerieri

Scritto da Fabio Villani  | 

 

C'è qualcosa di molto strano e particolare che attanaglia i post-partita della Juventus stagione 2019-2020, qualcosa che non ha nulla a che vedere con il campo, con le esultanze di Ronaldo, le veroniche di Rabiot o i passaggi di Pjanic ma molto con dei processi mentali che hanno molto più a che fare con le teorie psicanalitiche di Freud che con il calcio giocato.

Parliamo di trasposizioni della realtà, sentimentalismi nostalgici, parallelismi che portano ad una memoria selettiva che non rappresenta la realtà vissuta ma una realtà ricostruita dal nostro immaginario e dalla nostra percezione e rimodellata a proprio piacimento.

In buona sostanza dallo scorso Giugno avviene questo: quando la Juventus vince il merito non è (anche) di Maurizio Sarri, del calcio che vuole proporre, della sua ricerca ossessiva del palleggio nella metacampo avversaria e degli scambi stretti.

No, signori. 

In quel caso, come ci ha spiegato anche Mario Sconcerti in un suo editoriale domenica sul Corriere della Sera, il merito va tutto ai calciatori. Che da un momento all'altro decidono di disfarsi delle indicazioni del tecnico e  di seguire il loro istinto naturale di calciatori di grande talento per vincerci la partita.

C'è un piccolo problema: questo non accade quando le cose vanno male. In quel caso la mano di Sarri si vede tutta, è lui il colpevole vero della sconfitta, è lui il responsabile che, come lo Giucas Casella che impazzava nella televisione commerciale degli anni 80-90, entra nella testa dei calciatori in una sorta di ipnosi e fa fare loro i movimenti sbagliati.

In occasione del secondo gol, quello del pareggio del Milan, sarà sicuramente entrato nel testone di Pjanic per dirgli a voce alta "Non seguire Kessiè ora, ma seguilo quando lo dico io, quando lo dico io, quando lo dico io".

Per quanto mi riguarda la partita di ieri mi fa vedere il bicchiere mezzo pieno: quello che volevo vedere era un approccio buono, una squadra che voleva dimostrare di aver voglia di riconfermarsi su buoni livelli prestazionali visti contro Bologna, Genoa, Torino. Così è stato: abbiamo addirittura fatto meglio di quanto mi aspettassi.

Sarei molto più preoccupato se avessi visto un copione simile all'andata di Coppa Italia, sempre a San Siro, contro il Milan. O addirittura l'andata di campionato allo Stadium. Partita vinta 1-0 giocando un calcio poco funzionale alle idee del mister.

A Sarri io potrei chiedere il perchè abbia inserito Douglas Costa con una decina di minuti di ritardo, ma se una squadra crolla in 7 minuti dopo un rigore discutibile c'è anche poco spazio per intervenire, partite come questa, purtroppo, accadono.

Vorrei però farvi notare due tweet da parte di due professionisti della nostra televisione per discutere con voi di questo processo mentale che porta alla memoria selettiva di cui parlavo poc'anzi.

 

Il buon Caronni, hater dichiarato di Sarri, non ha tutti i torti. Ma secondo me esagera parlando di figuracce fatte con una rosa di questo livello.

Molto semplicemente perchè ieri nella nostra difesa giocava il nostro quinto centrale (Rugani) per via della squalifica di De Ligt (il nostro difensore migliore) e per via di due crociati rotti (due, in una singola stagione) per Chiellini e Demiral. Nulla che puoi preventivare, nemmeno avendo la sfera di cristallo.

In più la nostra unica alternativa offensiva ai 3 titolari di ieri era il solo Douglas Costa. In avanti oltre a Ronaldo e Bernardeschi (che darà anche equilibrio ma sbaglia ogni singola scelta negli ultimi 30 metri) c'era una grande controfigura di Antonio Cassano.

Ma non il calciatore ex Roma, Real e Sampdoria, bensì colui che lo imitava nel corso di Guida al Campionato. 

La Juve è indubbiamente la squadra più forte di questo campionato, ma miracoli non se ne possono fare. Basta e avanza aver riportato Rabiot, pare, su livelli almeno accettabili. Più di così...

 

 

Qui il processo da fine caduta del Muro di Berlino, quello che i tedeschi chiamano Ostalgie, si fa sempre più copioso e pressante. Ed è una vera e propria immaginazione collettiva a portar avanti questo tipo di sentimento.

Faccio un breve fact checking:

 

Primo anno di Allegri alla Juventus (stagione 2014-15): la Juventus si fa rimontare dal Cesena (2-2), Sampdoria (1-1),dall'Inter (1-1), nel derby di ritorno contro il Torino (2-1 per i granata) e nello scontro diretto con la Roma, pur avendo la superiorità numerica (1-1 il finale, gran punizione di Tevez). Lascio perdere quella subita a Verona e quella col Cagliari, il campionato era già terminato. Da segnalare la rimonta subita in Supercoppa Italiana a Doha contro il Napoli (2-2, vincerà il Napoli ai rigori).

Secondo anno di Allegri alla Juventus (stagione 2015-2016): nel girone d'andata la Juve si fa raggiungere in casa dal Frosinone (!!), si fa quasi rimontare dal Carpi (famosa la sfuriata di Max con il suo cappotto prima di Natale) e in semifinale di ritorno di Coppa Italia si fa rimontare 3 gol dall'Inter (la coppia difensiva era sempre Rugani-Bonucci) vincendo solo ai calci di rigore. Tralascio, generosamente, Bayern Monaco-Juventus, perchè tutti ci ricordiamo cosa è stata quella partita.

Terzo anno di Allegri alla Juventus (stagoine 2016-2017): la Juventus si fa rimontare dall'Inter di De Boer, in casa con il Lione e dalla Roma sul finale di campionato, bruciando un match-point scudetto (che vincerà la settimana successiva battendo il Crotone in casa).

Quarto anno di Allegri alla Juventus (stagione 2017-2018): perdiamo in casa contro la Lazio di Simone Inzaghi pur essendo stati in vantaggio, pareggiamo a Bergamo 2-2 dopo essere stati avanti di due lunghezze, ci facciamo pareggiare dal Crotone (grandissimo gol di Simy) e siamo parzialmente rimontati dall'Inter in inferiorità numerica a San Siro in un rocambolesco 2-3 targato Higuain. In Champions League subiamo la rimonta del Tottenham (da 2-0 in 10 minuti a 2-2).

Quinto e ultimo anno di Allegri alla Juventus (stagione 2018-2019): durante la prima giornata veniamo parzialmente rimontati dal Chievo ma Bernardeschi ci da la gioia della prima vittoria in campionato nell'esordio in bianconero di Ronaldo, ci rimontano Genoa (1-1), Parma (3-3), Spal (2-1), due volte l'Ajax dopo essere stati in vantaggio sia all'andata che al ritorno e il Manchester United a Torino.

 

Quest'ultima la prendo come punto di partenza per quello che dovrà essere il nostro proseguimento di quello che resta di questa stagione e magari per quella nuova.

Al termine di quella partita, dominata dalla Juventus ma persa in modo rocambolesco, Allegri si presentò ai microfoni sbeffeggiando i suoi critici dicendo "Ecco, avete visto? Questo è il bel calcio e stasera abbiamo perso".

Dalla partita successiva tutto quello che di buono stavamo cercando di fare venne accantonato per tornare su vecchie abitudini. La stagione è finita come è finita.

 

Ieri sera Sarri al termine della partita ai microfoni di DAZN ha avuto un tono leggermente diverso: "Questo momento è diverso rispetto alle sconfitte di Napoli o Verona, la squadra si deve convincere che ha nelle corde un ottimo calcio e bisogna ripartire dai primi 60 minuti".

 

Ed è il motivo per cui, camerieri e amici servili a parte, sapete bene da quale parte starò sempre. Per semplice coerenza.

Con coraggio.

 

 


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