Chi è Adrien Rabiot e perché piace alla Juventus

Scheda tecnica del calciatore francese

Scritto da Andrea Palmisciano  | 

“La prima cosa nella vita è saper cogliere un’occasione, la seconda quando lasciarla perdere”

Adrien Rabiot Provost, calciatore francese classe 1995 del Paris Saint-Germain, sembra essere finito sul taccuino di Paratici. Per alcuni rappresenta la classica occasione di mercato, ma è veramente così? Non è la prima volta che il suo nome viene accostato con più o meno insistenza alla vecchia signora. Proviamo a scoprire perché.

Adrien Rabiot inizia la carriera calcistica all’Union Sportive Créteil-Lusitanos Football, nel 2009 si trasferirà al Pau Football Club, dove verrà notato da emissari del Paris Saint-Germain, che lo acquisterà a titolo definitivo nel 2010. Nella stagione 2012/13 arriverà il suo debutto tra i professionisti, sotto la guida di Carlo Ancelotti. Il 31 gennaio 2013 viene girato in prestito al Tolosa, dove segna il suo primo gol in Ligue 1, collezionando a fine campionato 13 presenze.

Nella stagione 2013-2014 fa ritorno al Paris Saint-Germain e, complice gli infortuni di Marco Verratti e Thiago Motta, viene schierato diverse volte titolare da Laurent Blanc, ritagliandosi un ruolo importante nella formazione parigina e totalizzando 34 presenze tra tutte le competizioni, segnando anche tre gol.

L'annata successiva, a causa di divergenze per il suo mancato rinnovo del contratto, viene prima escluso dalla lista per la Champions League e poi messo fuori rosa. Dopo una lunga trattativa condotta dalla madre, sua procuratrice, il 31 ottobre 2014 prolunga il suo contratto con il PSG fino al 30 giugno 2019. Il 21 novembre 2014 fa il suo debutto stagionale, nella partita vinta per 3-2 sul campo del Metz. Il 21 febbraio 2015 realizza la sua prima doppietta in carriera, nella vittoria per 3-1 contro il Tolosa al Parco dei Principi.

Nella stagione seguente, il 9 marzo 2016, in occasione della sfida di ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro il Chelsea, a Londra, sigla la rete del momentaneo 0-1 nella partita terminata 1-2 per i francesi, contribuendo così alla qualificazione della sua squadra ai quarti di finale

Il 29 luglio 2017 vince la Supercoppa di Francia contro il Monaco, segnando il gol del definitivo 2-1 per i parigini.

Durante la stagione 2018-2019, data la sua volontà di non rinnovare il contratto e le varie voci che lo spingono verso club come il Barcellona, il giocatore viene prima messo fuori rosa, poi aggregato alla squadra giovanile.

Che giocatore è

Al Paris Saint Germain Rabiot è sempre riuscito ritagliarsi un discreto minutaggio, nonostante la squadra parigina sia perennemente la favorita per il proprio campionato e una candidata alla vittoria finale della Champion’s League. Una delle caratteristiche che gli ha permesso questo risiede soprattutto nella duttilità. Non è un mistero che negli anni precedenti Marotta e Paratici abbiano più volte evidenziato come nel calcio moderno sia importante avere giocatori eclettici, che sappiano ricoprire più ruoli e interpretare diversi sistemi di gioco.

Rabiot è innanzitutto un giocatore che ama un tipo di calcio basato sul possesso palla, ha quasi sempre giocato in una sorta di 433 dove gli interni non sono solo cursori, ma giocatori che aiutano la costruzione della manovra, permettendo alla squadra di avere una grande padronanza del gioco. Ha quasi sempre agito da mezz’ala, nonostante all’occorrenza, dopo l’addio di Thiago Motta, abbia mostrato di sapersela cavare anche davanti la difesa.

Giocatore forte fisicamente e ottimo nell’intercetto, gode di una discreta tecnica di base con cui riesce spesso a giocare la palla anche in situazioni di pressing da parte della squadra avversaria. Nonostante la statura, non è un giocatore che rallenta l’azione, proprio perché abituato a giocare la palla a uno massimo due tocchi

Alla Juventus

In un ipotetico centrocampo a 3, Rabiot occuperebbe il ruolo da mezz’ala sinistra, potrebbe essere molto utile soprattutto ad aiutare Pjanic nella costruzione della manovra, avendo già dimostrato di sapersi abbassare tra i due centrali per giocare la palla da dietro, caratteristica che Maurizio Sarri cerca in ogni sua squadra. Sempre per quanto riguarda la convivenza col bosniaco, Rabiot potrebbe aiutare notevolmente Pjanic anche nelle transizioni negative, vero tallone d’Achille dello juventino, che si è spesso trovato a difendere in situazioni difficili, poiché Matuidi e Khedira tendevano sempre di più a scappare in avanti, lasciandolo completamente solo. Ecco, forse sono proprio le caratteriste difensive quelle che maggiormente potrebbe sfruttare alla Juventus.                                                                  

   

 

Prendiamo in considerazione le statistiche difensive inerenti alla stagione 2017/18, in modo tale da basare le nostre considerazioni su un maggior numero di presenze stagionali. Abbiamo dunque qualche dato che riguarda Rabiot, e altri su Khedira e Matuidi, due giocatori che, per questioni diverse, potrebbero risultare inadatti alla nuova guida tecnica.

Se il confronto con Khedira risulta impietoso sotto ogni aspetto, anche per il progressivo decadimento fisico e tecnico del centrocampista tedesco, il confronto con il connazionale francese appare piuttosto interessante.

Rabiot e Matuidi hanno statistiche quasi analoghe per quello che concerne la media di recuperi palla a partita, con il primo leggermente migliore per tackles e contrasti vinti. La differenza più marcata è sicuramente quella inerente alla percentuale di dribbling riusciti, dove Rabiot è estremante superiore, dimostrando come, in situazioni di gestione della palla dove Matuidi non si trova esattamente a suo agio, Rabiot riesca comunque a mantenere il possesso della sfera, in modo tale da facilitare la circolazione del pallone.

Conclusione

In sintesi, nel caso in cui dovesse arrivare alla Juventus, Rabiot rappresenterebbe un netto miglioramento rispetto all’ultimo Khedira, nonché un’alternativa valida e potenzialmente superiore a Matuidi, ricordando infatti che parliamo di un ragazzo di 24 anni, che con un allenatore come Sarri potrebbe migliorare e consacrarsi definitivamente.

Rabiot ad oggi non è un fenomeno, né un giocatore che fa brillare gli occhi, ma potrebbe risultare estremamente interessante all’interno di un contesto organizzato dove, le stelle della squadra, saranno comunque altre.

 

“La prima cosa nella vita è saper cogliere un’occasione, la seconda quando lasciarla perdere”, a Fabio Paratici la decisione.

 

 

 

 


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