Pro e contro di questa Juve

Un’analisi veloce della partita Juve-Spal e in generale dell’ultimo periodo.

Scritto da Marco Rogério  | 

PRO

1) L’utilizzo più convinto e continuo dei giovani. Ieri ben 10 dieci scesi in campo. Al di là dei “big” in prima squadra, bene Frabotta, spicca tra tutti Nicolò Fagioli. Anno 2001, numero 10 dell’U23!
Buona prestazione in Coppa Italia, può essere lui il sesto centrocampista in rosa?
Pirlo intervistato lo ha così descritto:
“Può fare il regista perché cresciuto come me da trequartista, però è più portato alla costruzione del gioco… Ha grande visione e buona tecnica. Non diamogli troppe responsabilità, ma stasera ha fatto una grande partita.”

Aggiungo io: elegante. In questo sistema di gioco, lo si può vedere (per ora) come un vice Arthur. Abbiamo il sesto centrocampista? La mia risposta la conoscete.

2) Ci serve la quarta punta? Magari sì, magari no.
La bella coppia Chiesa-Kulu, il 22 e il 44, 6 gol il primo, 5 il secondo.
Abbiamo un terzo attaccante che ha già raggiunto la doppia cifra, a gennaio… di questo passo insedieranno Morata per la 2^ posizione, ora a 13. Magari ci sarà una gara interna tra Federico e Dejan, chi arriverà primo a 10 gol?
Solo per darvi un’idea, l’anno scorso Berna+Douglas Costa segnarono 5 gol in tutto (2+3 rispettivamente).

Ma se ci sono tutti, torna Dybala, chi gioca? Ecco. Non è un problema!
Quando il Real non aveva Bale, schierava Isco e/o Asensio.
Se ambisci alla maledetta, devi avere queste alternative. Fine!

CONTRO

1) La posizione di Ramsey. Continuo ad avere dubbi sul suo ruolo fin dal primo “esperimento” contro il Novara. Quando già in quella occasione doveva scalare in non possesso. Non lo vedo tanto un problema tattico, ma fisico.
Il buon Aaron non ha la gamba (come si dice in gergo) per stare sulla fascia. È soprattutto un giocatore da “inserimenti silenziosi” (un po’ come faceva Khedira), ma in fase di non possesso ti dà poco. Mai ti correrà dietro a un esterno di ruolo.
Si rischia lo stesso pasticcio dell’anno scorso, quando Sarri schierava Rabiot mezzala sinistra, costretto poi ad allargarsi.
Discorso diverso per McKennie che è un tuttocampista. È ovunque, ha gamba, non si ferma mai. Caratteristiche fisiche diverse, senza però perdere in qualità.

2) Consequenziale al punto precedente, se McKennie è il titolare e Cuadrado-Danilo sono inamovibili, chi gioca esterno sinistro? Troppi incastri cervellotici.
In questa situazione la scalata è a destra, quindi Danilo a sinistra con un’ala davanti al brasiliano.
Chi è il giocatore che dà ampiezza? Chiesa si pesta un po’ i piedi con Ronaldo (altro intoccabile), Berna è Berna, Kulusevski sta giocando in altre zoneSandro Frabotta sono terzini di spinta. Se giocassero dallo stesso lato di Danilo potrebbe diventare una difesa a 5.
Possiamo invertire la scalata allora. Danilo a destra con Sandro a sinistra. L’ala la fa Cuadrado. McKennie finirebbe a sinistra, ma Arthur? Dovrebbe andare sul centro-destra.
Insomma, è più semplice risolvere il cubo di Rubik… che grattacapi ogni volta!

EXTRA
Discorso analogo: Le posizioni dei centrali difensivi.
Potrebbe essere sia un pro che un contro. De Ligt una volta a destra, una volta a sinistra. Lo stesso vale per Danilo.
Demiral ieri al centro. Bonucci solitamente in mezzo, nelle ultime sul centro-destra. Tutte dinamiche legate al sistema fluido, che ormai conosciamo a memoria.
Avere questa duttilità è teoricamente un vantaggio. Una risorsa. Allo stesso tempo sarebbe meglio dare continuità. Consolidare automatismi che serviranno contro avversari più forti. Soprattutto in Europa.

Insomma, tra tanti incastri e continui (s)cambi, la certezza è sempre lui: Gianluigi Buffon, 43 anni oggi. Supremo! Tantissimi auguri Gigi!


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