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È molto semplice

Breve recensione del libro di Massimiliano Allegri

 

A cura di: DDD

Ciao a tutti amici di LB, partendo dal presupposto che per lavoro non recensisco libri ma mi occupo di tutt’altro, vi scrivo quello che a parer mio emerge dal libro scritto dal vate Max AllegriÈ molto semplice”, nel quale vengono elencate le sue 32 regole, con relative spiegazioni, da applicare per una gestione ideale di una squadra di calcio.

Non voglio fare spoiler o una recensione analitica di quanto si trova scorrendo le pagine, ma condividere le impressioni che, a mio parere, emergono nel quadro generale di una serie di norme varate e seguite dal mister livornese.

Sotto il punto di vista psicologico, affiora un uomo sicuro di se e di ciò che fa, soprattutto certo che i suoi metodi possano rappresentare una soluzione generale per affrontare e risolvere tutti gli eventuali imprevisti che possano sorgere nell’allenare e gestire dei gruppi di lavoro.

L’altra faccia della stessa medaglia però, mi palesa un individuo eccessivamente convinto che ciò che ha assemblato nella sua vita, grazie alle esperienze fatte, siano una verità assoluta e che non si capacità di come altri allenatori o gestori, usino metodologie differenti, non capendo che “il calcio è una cosa semplice” .

Volendo fare da interprete del pensiero Allegriano potremmo metterlo in prosa così “il calcio è una cosa semplice, io l’ho capito e non mi capacito di come gli altri non ci arrivino e provino a complicarlo, alcuni addirittura provano a spiegarlo a me che non ne ho bisogno

Nel libro troviamo errori dei singoli (esempio Evra a Monaco) citati più volte, mentre non viene mai citato una sua mancanza nello specifico, caso palese è quando parla della partita contro il Manchester Utd di Novembre persa rocambolescamente, la colpa viene da lui attribuita solo alla squadra incapace di gestire il pareggio dopo aver dominato e finita con l’incredibile vittoria inglese, non facendo nessun riferimento all’ingresso in campo di Barzagli che in un colpo solo abbassò il baricentro della squadra di 30 metri.

Nel complesso la lettura è anche piacevole, ci sono un po’ di aneddoti interessanti, inutile dire che l’unico giocatore citato per soprannome è Marione Mandzukic, al quale vengono più volte fatti elogi sperticati, ma questa non è una sorpresa.


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