Inter-Juve, la conferenza stampa di Allegri

La preparazione della sfida dello storico derby d'Italia

Scritto da Giulia PjacaPulita  | 

Nella vigilia che precede la storica sfida del derby d'Italia numero 235, il tecnico Massimiliano Allegri ha parlato ai microfoni della stampa, concentrandosi molto su un ipotetico futuro ancora alla guida della corazzata bianconera.

Queste le parole del livornese ad introdurre il match:"a Ferrara abbiamo fatto una buona partita, domani è sempre Juve-Inter. Giochiamo da vanti a 70.000 in uno stadio meraviglioso, dobbiamo fare il meglio possibile cercare di venire via con un risultato che è sempre importante perché ci fa vivere meglio. Non è che dobbiamo andare in giro a fare figuracce, siamo la Juventus, abbiamo l'obiettivo di fare altri punti e abbiamo altre partite che ci stimolano."

Riguardo al futuro incontro con Agnelli, questi sono gli obiettivi posti dal mister:"innanzitutto a programmare per creare obiettivi nuovi a livello di crescita della squadra e generale di tutti quelli che lavorano nella Juventus, per essere competitivi come tutti gli anni dobbiamo analizzare quello che è andato bene e quello che è andato male, che va valutato. Perché le stagioni vanno valutate per partire nel migliore dei modi per creare i presupposti che l'annata futura sia vincente. Parlare di quello che avverrà l'anno prossimo è difficile. La cosa più importante è essere lucidi e prendere le decisioni per creare le basi per un'annata importante. Poi quello che conterà saranno i risultati dell'anno prossimo. Questo è importante."

L'undici titolare è segnato da infortuni e rientri:"abbiamo perso anche Bentancur che ha un affaticamento muscolare. Chiellini rientra e gioca, gli altri stanno bene. Se gioca Kean il cambio sarà Berna, se gioca Berna il cambio sarà Kean. Poi c'è Spinazzola. Sicuramente faremo una bella partita. Non lo farò domani, ma sono due le cose che mi incuriosiscono di più. Uno è Bernardeschi mezz'ala, che anche se in questo momento è costretto a fare l'attaccante, vorrei capire se può fare quel ruolo in futuro. Per fare il centrocampista serve un equilibrio forte a livello mentale che ora non ha raggiunto. Davanti ai tempi morti, a centrocampo mai. Quindi per fare la mezz'ala serve una costanza a livello mentale diversa. L'altro può essere Cancelo, perché secondo me ha gol e tiro nelle gambe e magari provarlo da mezz'ala. Mi incuriosisce. Poi il resto, Emre Can da terzo centrale ha già giocato ed è una soluzione per ora e per il futuro, poi Cuadrado mezz'ala. Queste sono le cose, non servono tanti esperimenti, voglio capire se i giocatori lavorano bene in quella posizione. Perché Emre Can ha fatto bene da terzo centrale quando giocavamo nella metà campo avversaria, bisogna vedere se sarà bravo quando ci sarà da difendere. Sono più o meno queste le cose che voglio vedere."

Cercando una motivazione che possa aver portato alla eliminazione della squadra dalla Champions League:"motivazione principale è difficile dirla. Con il senno di poi nel calcio non vai da nessuna parte. Come ho detto tante volte, la Champions è una competizione talmente bella quanto bastarda. Se arrivi al momento giusto non nelle migliori condizioni paghi. Noi quest'anno abbiamo fatto bene fino alla sosta, poi alla sosta avevamo molti infortunati, non scordiamoci che già a Bergamo ci mancava qualcuno. Poi abbiamo ripreso, abbiamo vinto la Supercoppa, ed è stato tutto un rincorrere gli infortuni. Douglas Costa non so nemmeno se è ancora moro o è biondo, perché non lo vedo più. Contro l'Atletico abbiamo fatto qualcosa di straordinario, un miracolo, anche se poi i miracoli sono altri, diciamo un miracolo calcistico, poi abbiamo avuto altri infortuni. Quest'anno è stata una stagione all'apparenza facile, ma in realtà difficile. Senza spingere forte sul campionato avremmo rischiato di arrivare a queste partite, con questi giocatori, con meno vantaggio sul Napoli. Su questo siamo stati bravi, poi in Champions ci sono squadre forti. Contro l'Ajax ho sentito tante critiche, che è giusto perché quello che conta è il risultato, ma la Juventus non è una folata di vento che fa un anno di Champions. La Juve negli ultimi anni si è stabilizzata nelle prima 8, quindi ha un lavoro da fare lungo negli anni. Ci sono squadre che hanno aspettato 10 anni per vincere la Champions. Voi direte che non la vince da 25 anni, ma io parlo del mio. Normale le critiche ci siano, ma buttare all'aria un lavoro fatto e che verrà continuato nei prossimi anni, è eccessivo. Parliamo di una squadra che ha vinto il 50% dei trofei. Bisognerà lavorare, sapere dove abbiamo sbagliato e avere un po' più di fortuna. Quest'anno per la prima volta nei miei cinque anni siamo arrivati male ai quarti. E sicuramente ho responsabilità anche io."

Sulle condizioni che potrebbero porre un continuo al legame tra Allegri e la Juventus:"quando si programma il futuro si parla e ci sarà un confronto. Dal confronto bisogna uscirne migliori per programmare una stagione che sarà difficile, perché vincere il nono scudetto, tentare di vincere la Champions, di nuovo la Coppa Italia e la Supercoppa serve lucidità. bisogna essere lucidi nelle valutazioni e distaccati da quello che è successo. L'anno prossimo quando la stagione riparte si azzera tutto. Tutti siamo a 0, per vincere il campionato servono 88 punti, quindi bisogna lavorare, correre allenarsi per vincere. Quello che abbiamo fatto rimane scritto nella storia, il resto sono chiacchiere."


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