Cosa ci lascia Inter-Juve

La Juve sbanca San Siro riportandosi in vetta

Scritto da Fabio Villani  | 

 

- Prima dei punti, prima della vittoria, questa partita da consapevolezza. Che si può vincere e giocare bene. Che si può fare calcio su ogni campo (e la Juventus lo ha fatto al Wanda Metropolitano e a San Siro, squadre allenate da Simeone e Conte che come allenatori sono molto simili), un calcio di qualità. Bello da vedere ma efficace perchè fa rendere al massimo i propri giocatori. 

Che non fosse una partita come lle altre si intuiva dall'attesa spasmodica della vigilia (su cui i media hanno giocato in modo per me sbagliato, ma ne parleremo più avanti). Tutto questo chiacchiericcio ha portato in me una riflessione profonda ripensando agli anni che stiamo passando con questa Juventus: abbiamo vissuto una prima fase, quella della rinascita, grazie a Conte. Con rabbia, organizzazione e principi di gioco. Con pochi giocatori fortissimi (Pirlo era già una star più che affermata nel 2011 dopo tanti anni di Milan) ma soprattutto tanti giocatori che si sono formati grazie anche a quell'incredibile quell'organizzazione (Bonucci, Barzagli, Vidal, Lichtsteiner, Marchisio, come dimeticare Pepe, Matri il Vucinic più decisivo di sempre). Una Juve di sistema.

Abbiamo vissuto, fino al Maggio scorso, una fase della fase della gestione. 

Una fase giusta, sacrosanta che ci ha fatto togliere tante soddisfazioni e che nel corso degli ultimi 2 anni è andata scemando soprattutto attraverso tante prestazioni poco consone al livello della rosa che anno dopo anno ha aumentato il proprio tasso tecnico.

Quello che non avevamo ancora visto e che, probabilmente, molti speravano di vedere proprio con Antonio Conte in panchina, era quel mix letale di organizzazione, principi di gioco e rabbia applicata ad una rosa di altissimo livello, come quella che ha la Juventus oggi.

Quella fase oggi, finalmente, la stiamo vedendo con Maurizio Sarri.

Perchè la stupida dicotomia nata negli ultimi anni tra il bel gioco (effimero, inutile, una medaglia senza alcun valore da sfoggiare solo per darti delle arie con gli amici) e i risultati è stata sempre (e sarà sempre) strumentale, capziosa e molto ignorante da leggere e ascoltare. Dal primo dei giornalisti fino all'ultimo dei tifosi.

Si può giocar bene a calcio, si deve giocar bene a calcio. Se si vogliono ottenere risultati. Se si vuole mantenere unito un gruppo, se si vuole ottenere il meglio dai propri atleti.

Che la Juventus fosse più forte dell'Inter si sapeva. Lo sapevamo tutti.

Ad una  Juventus che potesse mettere in campo con prepotenza questa forza in una partita dominata a San Siro, non eravamo più abituati. E fracamente era ora che questo entusiasmo e questa voglia di vedere ls squadra esprimersi a livelli alti tornasse.

- Dicevamo sul confronto mediatico: si è parlato quasi solo di Conte. Dimenticandosi che dall'altra parte della barricata c'era un allenatore capace, preparato almeno quanto Conte, vincente (in Europa) con il club che l'anno prima Conte aveva allenato (vincendo in Premier nella sua prima stagione). Il paradosso è questo: da una parte c'è stato un allenatore che dopo 20 anni di gavetta ha saputo evolversi ed evolvere il suo calcio arrivando a fare un tipo di gioco molto simile a quello che propone oggi Pep Guardiola al City (non sto dicendo che Guardiola appartiene alla categoria di Sarri, attenzione).

Dall'altra parte, parlo a titolo personale, un allenatore che ha (aveva?) le potenzialità di essere un Pep Guardiola e che invece, probabilmente dalla sua terza stagione in bianconero in poi (quella dei 102 punti), si è fossilizzato su un solo modo di giocare diventando una sorta di Trapattoni moderno.

Trapattoni è entrato nella storia del calcio e lo sarà sempre. In me però c'è un pò di delusione, avendo seguito l'intera parabola della carriera dell'ex allenatore di Arezzo, Atalanta, Bari, Siena, Juventus, Chelsea e Nazionale. Pensavo che Conte fosse di stampo diverso fino a qualche anno fa. Mi sbagliavo. Probabilmente la sua dimensione è davvero quella di un Mr. Wolf: risolvere problemi di squadre che devono rilanciarsi.

Gli auguro comunque il meglio e sarò sempre grato per quello che ha fatto con noi.

 

- Tornando alla partita: siamo stati sfortunati negli episodi. Probabilmente potevamo segnare di più. Il cambio Bernardeschi-Higuain ha tolto le giuste distanze tra reparti ed è stato bravo Sarri a rimediare dieci minuti più tardi inserendo Emre Can. Il recupero di Ramsey e quello di Douglas Costa (dovrebbe tornare dopo la sosta) saranno di vitale imporanza per questa squadra. Intanto gustiamoci un Pjanic sontuoso.


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