La quiete dopo la tempesta? La conferenza stampa di Allegri

Il tecnico toscano alla vigilia della trasferta di Roma

Scritto da Fabio Villani  | 

 

Inizia con un siparietto la conferenza stampa pre Roma-Juventus di Massimiliano Allegri: Mi tolgo la giacca e vi dico che con il presidente ci vediamo in settimana. Quindi la conferenza può essere finita.Ovviamente questa settimana che entra!"

Infatti è proprio il discorso legato al suo futuro a tenere banco in questa conversazione, che sa tanto di gita fuori mano tra vecchi amici, tra il tecnico livornese e i giornalisti presenti in sala stampa che chiedono, divertiti, una reazione alle voci di questi giorni sull'eventuale addio alla Juventus: Mi fa divertire per un motivo. Pensa se in questi anni non fossi riuscito a portare a casa qualche trofeo, mi bruciavano o mi impalavano da qualche parte? Ormai sono abituato e mi diverto, ma fa parte del gioco. Giusto così, un po' di movimento, altrimenti della Juve c'è da parlare ben poco. Ora in settimana ci vediamo con il presidente e parleremo a 360° come ogni anno. Anche perché io al presidente prima del ritorno con l'Ajax avevo comunicato che sarei rimasto, poi dobbiamo incontrarci e parlare di tutto. Poi giustamente voi la infiocchettate e la aggiustate". 

Quello che ne esce fuori è il rapporto cordiale ed amichevole che c'è tra il presidente Andrea Agnelli e Allegri stesso, sarà così anche in caso di divorzio? 

"Io la mia gratitudine la devo al presidente, alla società e a chi lavora con me per il lavoro che abbiamo svolto. Poi non posso piacere a tutti e a me non piace piacere a tutti, perché anche a quelli cui non piaccio magari ogni tanto vado bene. Però il calcio è fatto di risultati, di lavoro quotidiano, quindi devo rendere conto a una società e al presidente e in questi 5 anni abbiamo fatto un buon lavoro. Sono molto contento di quello che è stato fatto".

Ma alla fatidica domanda sul suo futuro Allegri tergiversa ancora: "Facciamo stesse domande e sempre risposte? Prima della partita con l'Ajax ho detto al presidente che la mia scelta è quella di rimanere, poi in settimana ci rivedremo e parleremo di tutti. Ora non fate altre domande perché se no vi devo ripetere le stesse cose. Ci vedremo e parleremo come tutti gli anni, quest'anno fa più clamore perché siamo stati eliminati ai quarti di Champions, forse qualcuno pensava di giocarla come il torneo che giocavo in estate a Livorno."

Che un ciclo tecnico sia finito lo ha già capito anche lui, da tanti mesi, riferendosi alla rosa di questa Juventus. Ma Allegri è pronto per un progetto a lunga durata? Questa è la risposta: "Io ho in mente da sei mesi queste cose. Non ve lo posso dire, prima ne parlo col presidente, poi se siamo d'accordo ne parleremo. Poi ci sarà da pensare alle robe tecniche, ma io le cose le ho sempre ben chiare, ma prima, sei mesi prima, non l'ultimo giorno. Ci parleremo, ma non chiedetemi cosa ho in testa perché non ve lo dico. Domani comunque abbiamo una bella partita con la Roma, è una bella partita, dobbiamo giocarla al meglio e poi avremo una bella partita con l'Atalanta, una bella festa, che si godrà sia chi è allo stadio che chi è a casa. Sarà una cosa diversa e bella da vedere".

C'è il tempo anche per spendere qualche parola sulla stagione di qualche giocatore, ad esempio Cancelo e Bentancur. Sul portoghese si esprime così: "E' migliorato da quando è arrivato, ci dà tanto in fase di possesso nell'uscire da situazioni difficili. Come Bentancur è un giocatore giovane che può ancora migliorare. La Juve ha sicuramente giocatori un po' avanti con l'età, ma ci sono anche giovani che possono migliorare: Dybala, Bentancur, Emre Can, Bernardeschi, poi Alex Sandro non è anziano, lo stesso De Sciglio è un '92, Douglas ha 29 anni. Ci sono giocatori ancora giovani, la squadra è miscelata bene e la costruzione della squadra nel mischiare le età è stata fatta bene, Poi ovviamente valuteremo con Nedved e Paratici le situazioni della squadra e dove c'è da migliorare, perché parliamo di una squadra che ha fatto tanti risultati. La forza della Juve in questi anni, a parte il primo, è stata spesso cambiata. Dal primo anno sono rimasti due giocatori".

Su Bentancur: "Credo che dai giocatori ci voglia la disponibilità di mettersi a disposizione tutti i giorni e migliorare. Deve migliorare negli inserimenti, nei tiri, negli assist. E' già migliorato molto, è giovane, è un '97 e ha tutta la possibilità di farlo, ma gli mancano alcune situazioni di gioco".

Infine, parole al miele per la società che lo ha sostenuto per cinque anni, parole che sanno di addio o strategia per ottenere più potere in sede contrattuale?

"L'ha detto il presidente dopo la partita con l'Ajax. Io col presidente ho un ottimo rapporto, siamo diretti, c'è stima reciproca e sincerità, come con tutti gli altri componenti della società, da Paratici a Nedved fino a Marotta finché c'è stato. Per arrivare a ottenere grandi risultati la società è la cosa più importante, senza difficilmente arrivi a grandi risultati. Puoi avere grandi allenatori, grandi giocatori, ma se non c'è la società che sorregge tutto questo difficilmente arrivi a grandi risultati"


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