Parma-Juventus: Top&Flop

Promossi e bocciati della prima gara stagionale

Scritto da Angelo Mineo  | 

 

Top

DOUGLAS COSTA: semplicemente imprendibile fintanto che il fisico ha retto, ha spaziato nel corso del primo tempo in una posizione ibrida tra fascia e trequarti occupando mezzi spazi che durante tutta la gestione Allegri sono sempre stati ignorati nella fase offensiva della squadra. La sensazione è che Sarri abbia lavorato per mettere Douglas e Cristiano nelle condizioni migliori per fare male agli avversari, quando i meccanismi della squadra in non possesso saranno oliati potremo assistere a tante partite convincenti come i primi 45’ di Parma.

 

PJANIC: ottimo nelle lunghe fasi di possesso consolidato, maestoso senza palla con interventi difensivi decisivi. Il Pjanic di ieri sembra giovare subito dell'organizzazione della squadra che gli permette di mostrare tutte le sue doti nelle letture preventive che, unite alla sua innata tecnica,  lo rendono un giocatore vitale nel modo di giocare che la Juventus sembra voler imporre in ogni campo: possesso  di qualità, recupero palla immediato.

 

ALEX SANDRO: l’efficacia della tenuta difensiva della nuova juve di Sarri dipenderà tantissimo dall’adattabilità dei nostri giocatori in un nuovo sistema a zona fatto di letture e in questo contesto Alex Sandro sembra poter dare il meglio: imperiale in ogni duello 1 vs 1, sempre propositivo oltre la metà campo. Ancora una volta la presenza di MatuidI ha limitato la qualità e la quantità delle sue sortite offensive ma siamo certi che quando avrà davanti a sé una mezzala più adatta a questo sistema torneremo ad ammirare il fenomeno brasiliano di un tempo anche negli ultimi 40 metri di campo.

 

Flop

 

Matuidi: mi limito a bocciare il solo Blaise perché ritengo che la prestazione di De Sciglio sia considerabile  superiore rispetto allo standard qualitativo a cui ci ha abituati il terzino italiano. Il povero Matuidi invece è apparso una volta di più un giocatore avulso dal contesto, pessimo in possesso e farraginoso anche nel recupero palla. La sensazione è che  questo modo di giocare limiti parecchio le sue pochissime qualità peculiari, per lui si prospetta una lunga e difficilissima stagione.


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