Cosa aspettarci da Sarri a centrocampo?

Piccola cronistoria del reparto mediano secondo Sarri per immaginarne il suo sviluppo a Torino

Scritto da Angelo Mineo  | 

 

 

 

Anche per i detrattori più violenti di mister Sarri é innegabile la curiosità di assistere alle prime partite ufficiali della Juventus 2019/2020, ad oggi però è inverosimile immaginare la nuova squadra in una sessione di mercato che, Ramsey escluso, non è nemmeno iniziata. Proviamo a spingere la fantasia ad un solo settore, il centrocampo, zona nevralgica del gioco troppo spesso svilita dal calcio scheletrico e reattivo di mister Allegri e che mi aspetto venga rivalutato da un calcio di possesso, di pressing sistematico e di ricerca della superiorità posizionale attuato da mister Sarri ad Empoli, Napoli e Londra. Per ipotizzare il centrocampo di Sarri credo sia necessario andare a ritroso per analizzare gli uomini ed i sistemi che hanno caratterizzato la scalata di questo homo novus  del calcio europeo, da lì ipotizzeremo due variabili di centrocampo che il mister toscano potrebbe proporre a Torino.

 

EMPOLI

Dopo un inizio titubante con un 4231 poco equilibrato Sarri adatta la sua squadra ad una veste che rappresenterà un vero e proprio trademark per l’Empoli al punto che verrà riproposto anche dai suoi successori: il rombo a centrocampo. Per quanto rappresentasse uno schieramento anacronistico e poco utilizzato dai suoi colleghi il trequartista diede nuova linfa al gioco dell’empoli, permettendo alla squadra di lasciare invariato il sistema di attrazione del pressing avversario partendo dalla costruzione bassa della difesa ma donando una nuova verticalità al gioco dell’Empoli, permettendo alla squadra di risalire il campo con tre passaggi. La composizione del rombo sarriano constava di un regista capace di alternare gioco orizzontale e giocate verticali alle spalle della difesa avversaria (Valdifiori), una mezzala capace di sfruttare la verticalità del calcio sarriano, magari limitata tecnicamente ma abile a buttarsi negli spazi (Croce) e un’altra più abile nel possesso, capace di sfruttare il sovraccarico sul proprio lato del campo per poi ribaltare il gioco sul lato debole cercando il compagno in isolamento (Vecino), un trequartista capace tecnicamente che abbia nel proprio bagaglio tecnico la giocata verticale per spezzare il gioco tra i reparti (Saponara/Verdi).

 

NAPOLI

L’esperimento trequartista a Napoli dura pochissimo, giusto il tempo di tre risultati negativi arrivati più per distrazione dei singoli in difesa che non per la scarsa produzione offensiva. La rosa del Napoli sembra costruita per un 433 e il mister toscano ci mette pochissimo a rendersene conto: abbandona il rombo e sceglie di mettere in panchina il suo fedelissimo Valdifiori per riproporre in campo Jorginho, perfetto metodista in un centrocampo a 3 che cerchi il possesso in ogni zona del campo a prescindere dall’atteggiamento della squadra avversaria, riesuma Hamsik nel ruolo a lui più congeniale (mezzala sx) e propone un giocatore totale come Allan nel ruolo di mezzala destra con mansioni di schermo difensivo e al contempo con licenza di buttarsi negli spazi lasciati liberi dal possesso manipolatorio del Napoli. La variabile impazzita in questo schieramento che rimarrà pressoché immutato per tre anni é  Zielinski, mezzala iper tecnica scoperta dallo stesso Sarri ad Empoli e che per tutto il 2017 ha conteso il posto ad Allan in uno schieramento iper offensivo ma incapace di dare le necessarie garanzie in non possesso al mister toscano.

 

CHELSEA

Alla prima esperienza in una grande squadra europea mister Sarri vuole cogliere l’occasione e non può permettersi esperimenti, dunque decide di partire dalle certezze centrocampo a 3 e Jorginho, pagato a peso d’oro al Napoli. La grande novità è rappresentata da Kanté mezzala destra con rinnovati compiti in campo: solito lavoro mostruoso senza palla e grande spazio per le sortite offensive senza palla. Un compito che, dopo le grandi prestazioni del mediano francese ai mondiali in un cc a 2, poteva risultare quasi eretico ma che la grande dedizione del campione francese ha reso possibile. A sinistra si sono alternate le mezzali più tecniche in squadra, Kovacic, Barkley e Loftus Cheek, garantendo buona gamba e qualità nelle giocate ma pochi gol rispetto agli standard delle mezzali allenate da Sarri negli ultimi anni.

 

JUVENTUS?

Cosa aspettarsi dunque dal centrocampo juventino? Io partirei dalla certezza di uno schieramento a 3, davanti alla difesa credo che Bentancur possa diventare un volante di livello mondiale, meraviglioso come schermo difensivo, bravissimo nella conduzione protratta del pallone, unico dei nostri ad avere una verticalità nel gioco che quel ruolo richiede. Non riproporrei mai più Pjanic in quel ruolo di vertice basso che lo ha reso un giocatore insulso nonostante nel calcio di Sarri immagini più densità attorno a lui e quindi la possibilità di giocare corto, piuttosto penserei a sfruttare un giocatore con i suoi numeri offensivi come interno di possesso a destra. Capitolo Emre Can: troppo limitato in conduzione per essere il nostro Allan, poco abile nel lungo per essere il vertice basso del centrocampo, il giocatorone tedesco credo sia l’incastro più difficile da trovare nella nuova Juve di Sarri. Se dovesse concretizzarsi la cessione di Cancelo immagino Can come sostituto ideale del fenomeno portoghese, capace di mantenere la linea a 4 irreprensibile di Sarri e al contempo di garantire una buona proposta offensiva. Infine immagino benissimo Ramsey come nuova mezzala sinistra, capace di migliorare la conduzione del pallone sulla sinistra rispetto al volenteroso ma limitato Matuidi ma sopratutto delegato ad aumentare la produzione offensiva di una squadra che l’anno scorso ha sofferto maledettamente la scarsa verve dei propri centrocampisti e che quest’anno ha l’obbligo di rivalutare un patrimonio tecnico. Credo infine che raramente vedremo una squadra con un trequartista, non ritengo che Bernardeschi abbia i tempi di scarico del pallone necessari per giocare ad alti livelli in quel ruolo e credo difetti troppo in creatività per diventare un’arma efficace a livello europeo. Oltretutto le notizie di mercato sui nostri terzini sono a tinte fosche, non abbiamo alcuna garanzia che Cancelo ed Alex Sandro possano rimanere in rosa per il prossimo anno e la qualità negli esterni bassi è la conditio sine qua non per la riuscita di un modulo come il 4312 che difetta nella copertura in ampiezza del campo.


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