Juventus-Milan: Top&Flop

Muro polacco e gioia argentina.

Scritto da Andrea Palmisciano  | 

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FLOP

Matuidi

Ha finito la benzina che a inizio anno aveva fatto credere a molti che la Juventus non potesse fare a meno di lui. Nullo in possesso della sfera, pochi inserimenti senza palla, è un problema enorme per lo sviluppo della manovra bianconera. Inoltre, anche dal punto di vista fisico e nella capacità di guidare il pressing, sta palesemente facendo fatica, pur contro avversari di modesto livello.

Bernardeschi

È un problema per questa Juve nella misura in cui viene considerato un giocatore offensivo. La sua scelta è sempre sbagliata, il suo apporto alla manovra nullo. Spesso ci viene detto che per un giocatore non bisogna guardare i numeri ma le prestazioni, ma quando queste sono anche peggiori delle mere statistiche la situazione si fa delicata. Ad oggi, Bernardeschi, non riesce a capire quale sia la posizione in cui rendere al meglio, in quanto il suo è più un problema di livello generale della squadra che di ruolo. Il trequartista, l'esterno, o comunque un giocatore offensivo della squadra campione d'Italia, non può essere giudicato per la pressione che porta sul regista avversario, cosa che, tra l'altro, ha fatto bene in pochissime occasioni.

 

TOP

De Ligt

Giganteggia in ogni contrasto e mette palesemente in chiaro quale sia la differenza tra lui e gli altri difensori in rosa. Pian piano sta trovando maggiore confidenza anche con la palla tra i piedi e, nonostante le difficoltà nel giocare sul centrosinistra, completa 56 tocchi col 90% di precisione nei passaggi. Un dato fa riflettere: 7 duelli aerei vinti su 7, un gigante in questo fondamentale. È importantissimo per questa squadra, spesso le sue prestazioni sono state molto sottovalutate.

Szczęsny

Se oggi la Juve è ancora prima in classifica  buona parte del merito va al glaciale portiere polacco. La prestazione della squadra non è all'altezza delle aspettative, motivo per il quale è costretto a fare gli straordinari. Non si contano infatti gli interventi sui tiri da fuori del Milan, ma resta negli occhi la parata plastica sul colpo di testa di Paqueta, indirizzato all'incrocio dei pali. Tuttavia, quello che impressiona, è la scelta di tempo nelle uscite, dove è stato assolutamente determinante. La Juve sa che può contare su un portiere di assoluto livello.

Dybala

Sta in panchina, in silenzio, entra e fa gol, alla sua maniera. Sfiora il raddoppio nel finale, conquista falli importanti per far respirare la squadra, ma su Paulo voglio togliermi qualche sassolino. Quest'estate in molti, dirigenti compresi, lo avrebbero scambiato per il primo che si trovasse a passare per la Continassa. Lui rifiuta praticamente qualunque proposta, anche con ingaggi superiori a quello che percepisce adesso, ed è determinato a far cambiare idea alla società, a parecchi tifosi, e a conquistare il nuovo allenatore. Inizia la stagione in panchina, si fa trovare pronto con assist e gol ogni volta che viene chiamato in causa. Ha giocato da titolare 8 partite tra campionato e Champions, ha risposto con 5 gol e 3 assist. Paulo Dybala è un giocatore che determina le sorti di una partita, un giocatore che se sbaglia la giocata ha anche la forza di andare a riprendersi il pallone, uno di quelli a cui puoi passare la palla quando la squadra non riesce a giocare. Superfluo ribadire che in questi anni di Juventus ha collezionato 84 gol e 30 assist, ma qualcuno ha voluto negare anche l'evidenza etichettandolo come un giocatore qualsiasi. La verità, però, è invisibile solo agli occhi di chi non vuole vedere, e la Vecchia Signora non può fare a meno del suo numero 10, mai.


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