Cosa possiamo aspettarci dall’Italia di Mancini

Il nuovo corso azzurro

 

Di Marco Rogèrio

L’Italia di Mancini è un’Italia che piace. Un 433 puro con attaccanti giovani e veloci. Centrocampo tecnico e difesa esperta.

Capitolo attacco
L’Italia vista nel secondo tempo contro la Bosnia può dirci molto su cosa aspettarci. Bernardeschi al centro dell’attacco, da falso nueve, trequartista, o quello che è, più Insigne e Chiesa formano un tridente niente male. Parola d’ordine: imprevedibilità. Con i loro continui movimenti e scambi di posizione non danno mai punti di riferimento agli avversari.
Sicuramente non è stata la miglior partita di Bernardeschi, ma l’idea di base rimane ed è molto interessante. Federico deve crescere molto, deve capire l’importanza che ha per questa nazionale. Forse in questo momento da esterno è meno efficace rispetto a Chiesa e Insigne, e per questo Mancini giustamente cerca altre soluzioni. Lo schiera a volte tra le punte, dietro le punte, vicino ai centrocampisti, un po’ ovunque. Voglio difendere Bernardeschi. Penso che in questo ruolo, al centro dell’attacco, possa crescere davvero tanto e diventare una risorsa: ha corsa, resistenza, una buona tecnica, ha il tiro dalla distanza. Quando è in giornata combatte su tutti i palloni. Deve solo crederci e lavorare. Magari inizierà anche a fare gol.
Ovviamente ciò non esclude la presenza di una prima punta: le due migliori che abbiamo sono Moise Kean e “il gallo” Belotti. Giocatori grintosi, veloci, moderni. Sperando nella consacrazione di almeno uno dei due, la soluzione Bernardeschi rimane una valida alternativa, da sfruttare soprattutto contro squadre più chiuse. 
Poi, sempre in ottica europei, potranno tornare utili anche Pavoletti (il miglior colpitore di testa) e Cutrone. 
Sulle fasce, le alternative principali per il momento restano Politano, El Shaarawy, Orsolini. 
Grandissima stagione per Quagliarella. Fabio, ti voglio bene, ma a 36 anni penso sia arrivata l’ora di chiudere con la nazionale.

Capitolo centrocampo
Leggendo l’elenco dei convocati e in generale i nomi dei giocatori di maggior talento di questa nazionale sembra quasi che Mancini non abbia alternative: deve privilegiare la tecnica. La qualità. Il palleggio.
Barella, Jorginho, Verratti, più i vari Sensi, Tonali, Zaniolo, Mandragora, Pellegrini, Cristante, etc., sono tutti bravi giocatori, con una buona tecnica individuale. Ci sta che il c.t. voglia puntare al possesso palla, provare a condurre il gioco e aggredire gli avversari quando si perde il pallone. 
È più o meno simile a quanto accaduto alla Spagna del tiki-taka, che si ritrovò a centrocampo con una lunga filiera di palleggiatori. Il problema, però, è che quei giocatori erano tutti dei fenomeni: Xavi, Iniesta, Busquets, Fabregas, D. Silva, Xabi Alonso. Il palleggio era pressoché perfetto. Quanti dei nostri possiamo considerarli effettivamente a quei livelli? Probabilmente nessuno.
Chiarisco, le intenzioni di Mancini le condivido. Mi piacciono molto. Farei le stesse scelte. È esattamente il calcio che chiedevo. Ho solo dei dubbi sul nostro potenziale. 
Prendendo ad esempio la Francia neo campione del mondo, che possibilità avremmo contro i vari Pogba, Sissoko, Nzonzi, Tolisso, Kanté, Ndombele, Matuidi? Giocatori che a centrocampo ti sovrastano da un punto di vista fisico e atletico. 
Ecco, forse, a centrocampo ci manca una alternativa. Una soluzione per questo tipo di partite.

Capitolo difesa
I centrali. Bonucci e Chiellini sono una garanzia, ma per il buon Giorgio vale più o meno lo stesso discorso di Quagliarella. A 35 anni, a un anno dall’europeo, possiamo fare ancora affidamento su di lui? Considerando peraltro la sua familiarità agli infortuni muscolari. È il capitano, forse si può fare un’eccezione. C’è tutto un discorso di spogliatoio. Io comunque darei la titolarità a Romagnoli. 
I terzini. Florenzi e Spinazzola non dovrebbero avere rivali sulle corsie di destra e di sinistra. Mancini terzino bloccato come contro la Bosnia è una soluzione che non apprezzo particolarmente. Le alternative? Conti, Calabria, Piccini, De Sciglio, Emerson, sembrano quelle più valide. 
I portieri. Sirigu è la certezza del momento, senza dubbio è il più affidabile. Per l’europeo se la giocano lui e Donnarumma. Primissime alternative Meret e Audero dell’Under21 di Di Biagio, più Cragno.

Questo è quanto. Il quadro generale. Ovviamente ci sono altri giocatori “convocabili”. Abbiamo visto una Under20 ottima al mondiale. Vedremo l’Under21 all’europeo, che già ora fornisce molti giocatori alla nazionale maggiore. Ci sarà poi il campionato a darci ulteriori risposte su chi merita di andare agli europei il prossimo anno. 
Nel frattempo, gustiamoci questa bella nazionale, che è vero non parte favorita, ma almeno sembra in grande crescita. Ha iniziato a mostrarci un nuovo calcio, un gioco più propositivo e positivo. Non ha delle stelle in squadra, dei giocatori nella Top10 mondiale come Francia, Belgio, Inghilterra, Portogallo, però grazie alle idee e al coraggio di Mancini, al lavoro, alla nostra storia calcistica, ci sono tutti i presupposti affinché si possa vivere un altro europeo avvincente, come 3 anni fa con Antonio Conte. 
Per quanto riguarda il mondiale, c’è ancora tanto tempo. Tre anni sono un’eternità.

A me questa nazionale piace e dà fiducia.


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